Facebook vieta le pubblicità sulle criptovalute. Anche su Instagram

By | 31 gennaio 2018

Dopo la stretta introdotta dalla Corea del Sud, gli annunci fatti dalla Cina che prefigurano uno scenario dello stesso tipo, e dopo l’altolà diramato dal Tesoro americano, ora anche Facebook ostacola la strada alla proliferazione delle criptovalute.

Il social network più importante del mondo, infatti, ha annunciato che vieterà pubblicità inerenti le criptovalute, per cui il suo circuito pubblicitario non mostrerà banner di alcun tipo che possano in qualche modo ricollegarsi ad attività di mining o di trading con le criptovalute. Rob Leathern, direttore del Product Management, ha precisato che questa decisione non rappresenta affatto una presa di posizione politica della società, ma che il provvedimento è frutto solo ed esclusivamente della volontà di difendere gli utenti da eventuali truffe.

Dopotutto le criptovalute, esattamente come il forex, loro malgrado si prestano ai malintenzionati e alle attività illecite, e Facebook, per mantenere intatta la sua integrità vuol prendervi le distanze quando è ancora in tempo per farlo. “Vogliamo che gli utenti scoprano nuovi prodotti e servizi attraverso Facebook, ma che non siano esposti al rischio frodi. E purtroppo non si può non prendere atto che vi siano aziende che pubblicizzano opzioni binarie, ICO e criptovalute che almeno per il momento non sono affidabili”, ha chiarito Leathern.

Ciò che preoccupa il colosso guidato da Mark Zuckerberg sono in particolar modo quegli slogan che tutto sembrano, fuorché affidabili. “Comprate ora con il 15% di sconto”, “Investite su una criptovaluta senza rischi”, e simili, sono messaggi che rischiano di celare truffe di vario genere. E specie alla luce della battaglia condotta sul fronte delle fake news, Facebook non può permettersi di veicolare questo genere di pubblicità e quindi di rendersi in qualche modo complice di attività poco serie.

Il divieto di pubblicizzare prodotti e/o servizi collegati alle criptovalute, quindi, si applica sì a Facebook, ma anche a tutte le società ad esso collegate (come Audience Network e Instagram).

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