Lloyds Bank vieta ai clienti di acquistare Bitcoin con carte di credito

By | 5 Febbraio 2018

Non solo i governi: nella schiera di coloro i quali tentano di ostacolare il cammino del Bitcoin (e di tutte le criptovalute) ci si mettono anche le banche. O alcune banche, perlomeno. Lloyds Banking Group, infatti, ha vietato ai clienti di acquistare Bitcoin tramite carte di credito appartenenti al proprio circuito, e il motivo per cui lo ha fatto appare chiaro: evitare che il crollo del valore della criptovaluta possa lasciare le carte con un saldo negativo.

Il colosso bancario, a cui fanno capo Halifax, MBNA e Bank of Scoltand, è il primo nel Regno Unito a bandire l’acquisto di criptovaluta con le carte di credito, anche perché l’istituto intende tutelarsi dalla volatilità che ha preso di mira non solo il Bitcoin, ma tutte le criptomonete: negli ultimi tempi le valute digitali hanno subito dei continui saliscendi, ma il loro saldo è rimasto comunque in territorio negativo.

Il fatto è che ultimamente sempre più persone sono attirate dal fascino delle criptomonete e dalla possibilità di guadagnarvi sopra. In Gran Bretagna, per esempio, un gran numero di persone ha acquistato Bitcoin nel momento in cui il suo valore era ai massimi storici, quando cioè la quotazione alla Borsa di Chicago gli permise di arrivare a toccare i 20.000 dollari. E ora che il Bitcoin di dollari ne vale 8.000, il timore che si brucino capitali e si creino sacche di debito appare più che fondato.

Ecco perché un portavoce di Lloyds Bank è stato perentorio: “Attraverso Lloyds, Bank of Scotland, Halifax e MBNA, non accettiamo transazioni con carte di credito finalizzate all’acquisto di criptovalute”.

Provvedimenti simili sono stati adottati anche in altri casi, dalla Corea del Sud alla Cina, fino a Russia e India. La stessa Bundesbank tedesca sta esortando chi di dovere a prendere provvedimenti restrittivi nei confronti delle criptovalute. E sulla stessa scia si muove Warren Buffett, che ha escluso categoricamente un suo approdo nel mondo dell’e-currency, da lui visto come “un esperimento che finirà male”.

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