Stripe accantona il Bitcoin: troppo lento e costoso

By | 29 gennaio 2018

Sebbene questo non sia certo uno dei suoi momenti migliori, il settore e-currency continua ad attirare l’attenzione di parecchi risparmiatori e investitori, ma anche di molte realtà operanti nel commercio. Tuttavia se ci sono soggetti che stanno decidendo di annoverare le criptovalute all’interno dei loro sistemi di pagamento, altre realtà, come l’irlandese Stripe, stanno prendendo una direzione completamente opposta.

Notizia di questi giorni, infatti, è che la multinazionale in questione, che può contare su filiali sparse in 25 Paesi e di una forte autorevolezza nel campo dei pagamenti elettronici, ha deciso di prendere le distanze dal Bitcoin. Si tratta di una notizia non da poco, perché non si parla di un negoziante che ha deciso di non accettare più pagamenti in Bitcoin, ma di una piattaforma internazionale che sui pagamenti elettronici ci ha costruito un business, oltre che un nome.

Il fatto, però, è che a detta di Stripe non ci sarebbero più le condizioni per potersi fidare del Bitcoin: la criptovaluta sarebbe troppo volatile e anche poco efficiente, nonché difficile da gestire nel suo complesso, per poter continuare ad essere parte integrante della piattaforma. Come ha spiegato Tom Karlo di Stripe, il Bitcoin è stato messo alla porta fondamentalmente perché si è trasformato da semplice valuta alternativa qual era inizialmente, ad asset finanziario utile più che altro per fare speculazione.

Non ci sarebbero quindi più stati aggiornamenti per rendere il Bitcoin più forte come moneta, e quindi più veloce e più economico nelle transazioni: la criptomoneta è stata abbandonata quasi come se il suo destino sarebbe dovuto diventare un altro (quello della speculazione, appunto). E Stripe, alla luce di ciò, e dei dati che sia lato utente sia lato imprese parlavano di un utilizzo del Bitcoin sempre più sporadico, non ha potuto far altro che prendere questa decisione.

Se la decisione di Stripe dovesse creare un precedente con altre piattaforme simili, a quel punto il Bitcoin subirebbe un contraccolpo non indifferente. Perlomeno nel suo ruolo di moneta dedita ai pagamenti di massa. Cosa che invece potrebbe non accadere a Ethereum, Litecoin, Stellar e ad altri casi “minori”, i quali hanno agito preventivamente sul fronte della velocità e dell’economicità dei loro sistemi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *